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"Il ginepraio delle prescrizioni"
 


C'è chi riceve una cartella esattoriale per una multa o per qualsiasi altro debito tributario o non tributario e non la paga entro 60 giorni. In questo caso l'esattore o l'agenzia delle entrate possono procedere al fermo amministrativo del veicolo del debitore o all'espropriazione forzata dei suoi beni. Succede, però, che a questi atti non si intervenga subito ma dopo qualche anno e il debitore pensa che può fare opposizione per prescrizione quinquennale.

Purtroppo la prescrizione è quella ordinaria decennale, poiché l'art. 1 del decreto legislativo n, 193/2001 ha stabilito che si procede all'espropriazione forzata o al fermo amministrativo del veicolo "decorso inutilmente il termine di 60 giorni" per il pagamento della cartella esattoriale, ma non stabilisce alcuna prescrizione, che così è automaticamente quella ordinaria di dieci anni prevista dall'art. 2946 del Codice civile.

La Corte di cassazione, con la sentenza n. 18432/2005, ha stabilito poi che le obbligazioni tributarie e i relativi interessi si prescrivono normalmente in dieci anni, salvo i periodi più brevi previsti dalle leggi, come i cinque anni per le violazioni alle norme tributarie, i tre anni per il bollo auto, i quattro anni per la tassa di nettezza urbana, eccetera.

Quello delle prescrizioni continua ad essere un ginepraio anche perché spesso escono "leggine" che le allungano, senza che il cittadino ne abbia conoscenza, dal momento che non può leggere tutti i giorni la Gazzetta Ufficiale. Succede quindi che butta le ricevute di pagamento e, se viene perseguitato, non può dimostrare di aver pagato.

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